L’estasi provata dinanzi alle bancarelle di fronte a Roma Termini, che fra poster di film neorealisti e splendide collane Adelphi si trova anche un vasto assortimento di dvd porno di alta qualità a 5 euro, non potrà mai competere con la scoperta di CAM4. Donne e uomini di mezza età con in mano Il Frammento di Lenzerheide e ATK Exotics 2 che si dirigono verso l’Altare della Patria mi hanno commosso tantissimo ma non quanto Richard&Helen74. Ho conosciuto CAM4 casualmente, un po’ come molti altri siti e mi è stato descritto come un buon servizio di webcam porno, niente di più. Il sito si presenta abbastanza bene, una contemporanea home a sfondo bianco con le anteprime a blocchi dei live recenti e la possibilità di specificare ciò che si vuol vedere attraverso delle categorie. L’utilizzo base del servizio è gratuito e non prevede alcuna iscrizione obbligatoria (anche se vi consiglio di farla per interagire dalla chat), si può solo osservare ma già basta per capire l’avanguardia di questa community.
Il primo spettacolo a cui ho assistito è stato magnifico. Era una coppia del Wisconsin, sulla trentina, e in base alle indicazioni degli utenti modificavano dinamicamente le loro posizioni e tutte le varie possibili pratiche attoriali. Tutto ciò mi ha sconvolto, mi sono commosso, un’emozione talmente alta che ha superato ogni blanda tipologia di eccitazione sessuale. L’interazione con la community è fondamentale, la performance può essere organizzata e gestita interamente via chat. Una spettacolarizzazione dei soggetti che si distacca interamente dalle norme istituzionali classiche dei nostri secoli e che abbraccia in tutta la sua globalità l’usage des plaisirs post-moderni, interagendo direttamente con la massa, attivandola e allo stesso tempo rendendola partecipe e protagonista; sorpassando di gran lunga l’ormai retrogrado “teatro di Artaud”. Qualche anno fa, già con Chatroulette si stava avviando una particolare evoluzione delle pratiche sessuali (repressa tempestivamente) sul web: milioni di voyeurs e di masturbatori seriali hanno avuto l’opportunità di sfogare i propri istinti e di liberare le passioni, offrendo al mondo le proprie potenzialità naturali. Un vero e proprio “atto di creazione” Deuleziano a monte di un chiara rivoluzione del costume contemporaneo.
Su CAM4, anche l’approccio iniziale dell’attore è interessante: i preliminari “convenzionali” sono stati sommersi da una simpatica è tranquilla conversazione video con i visitatori del canale, contornata da un simpatico sottofondo musicale country o r’n'b, dove ci si presenta e si illustra cosa si può fare e quanto spazio concedere al pubblico nella gestione dello spettacolo. Si mostrano le parti del corpo e come riscaldamento psico-fisico si da un’anteprima delle proprie abilità artistiche. Tendenzialmente dopo una canna o una sigaretta si inizia. Richard&Helen74 hanno interpretato il secondo spettacolo a cui ho assistito. Erano, spero lo siano ancora, una splendida coppia. Richard è un bel ragazzo, alto, capelli ricci e un fisico atletico, mentre Helen è una transessuale non operata con un bel viso e degli occhi verdi meravigliosi. Non ricordo precisamente di dove fossero ma mi sono rimasti nel cuore per la gestione della prestazione. Avevano ideato una sorta di “calendario dell’avvento” dove sotto ogni numerino, scelto dagli utenti, c’era un’istruzione per modificare l’esibizione in corso. Fantastici, dei bravi sceneggiatori sperimentali.
Nonostante la buona parte dell’utenza sia impegnata nel controllare e gestire la prestazione, altri si dilettano commentando eccitati oppure offendendo gli attori (questi molto frequentemente sono dei burini spagnoli o italiani, ma c’è spazio per tutti). Un vero e proprio ambiente dove si valorizzano le capacità umane sincretizzate a un piacere condiviso e ad un concetto di art-performance accettabilissimo. Non credo sia giusto delegare all’avanguardia ogni buon giudizio di lungimiranza ma questa innovazione non ha niente a che vedere con i quotidiani e polverosi discorsi sull’arte degli ultimi periodi, vedi l’affaire M^C^O. I Macachi, Fabio Volo e Daria Bignardi intravedono sicuramente un futuro distopico e conservatore, dove si stuprerà l’arte, in particolare quella pornografica valorizzandola dittatorialmente con il 3d, indie o commercial che sia, al massimo accompagnata da una grafichina lo-fi sulla custodia del DVD incastonata da messaggi cripto-situazionisti che per il momento, almeno in Italia, solo il deboscio.it ha le capacità di formulare e utilizzare correttamente.